Diario di viaggio TTT 04 24 Aprile 2012
Sveglia alle 6:00 tiro fino alle 7:00 scrivendo una bozza della giornata , mentre i ricordi sono ancora vivi, ieri ho fatto più km del preventivato per cui oggi posso prendermela con più calma, magari soffermarmi più tempo nei posti interessanti, prevedo di essere da Chiara per le 18:00.
Voglio fare colazione ma l’hotel non ha il bar quindi il titolare, gentilissimo, mi dice “vieni con me, ti ci porto io, lascia la moto, andiamo con la mia macchina” accetto e nel tragitto verso il bar“amico”, mi racconta del paese che ha circa 6000 abitanti, che il lavoro c’è, grazie ad una azienda inglese che produce le pale per i motori di aereo roll royce ed alla Ferrero, scopro con sorpresa, qui ha una fabbrica succursale ed insieme occupano buona parte della popolazione.
Parto alle 8:00 prendo per Teora scegliendo sempre stradine poco trafficate, e prendo come rotta di massima, Melfi.
Strada facendo incontro l’indicazione “Monteverde”, io sono cresciuto dalle elementari con molti amici originari di questo paese, (Cambiano ne è pieno) quante volte l’ho immaginato dai racconti, ora ho la possibilità di vederlo, certo, devo uscire dalla mia rotta per 20 o 30 km, ma quando mi ricapita di passare da queste parti? Ho deciso, DEVO vederlo.
Mi inerpico sulla strada tortuosa ed a tratti dissestata, si sale parecchio dalla 401 da cui arrivavo, dietro una curva vedo il paese, molto bello, ben tenuto, con un centro storico veramente spettacolare, strade strette e ripide, in pietra come le case che le circondano quasi a soffocarle. Raggiungo il castello, si vede in parte perché in restauro e quindi circondato da impalcature, mi fermo nella piazzetta sottostante e la vista che mi si presenta è meravigliosa, si vedono i tetti antichi del paese sottostante circondati da valli e montagne verde smeraldo. Vicino c’è un ufficio con strumenti musicali, con una insegna, ed un cognome che ovviamente conosco, mi presento e scopro che il titolare è cugino di un mio amico, ne segue una stupenda esperienza, conosco Michele Continiello cugino del mio amico Pino, dopo qualche convenevole sul motivo del mio viaggio, comincia a raccontarmi il suo lavoro, o forse e meglio dire mestiere o passione, e come ogni appassionato mi invita nel suo laboratorio e con orgoglio tipico di chi è innamorato del proprio mestiere mi racconta che qui si perpetua un tradizione di famiglia che risale ad oltre 120 anni (forse più) nel restauro filologico di organi a canna “antichi”, parliamo di monumenti che a volte hanno 400 anni!! E’ un mestiere altamente artigianale e di alta specializzazione, tutto viene costruito e restaurato all’interno del laboratorio, preceduto da una ricerca minuziosa delle informazioni storiche dell’organo, dalla ricerca del materiale giusto per il restauro, la conservazione ed il rispetto dell’originale deve essere rispettato, questo richiede tanto lavoro prima di iniziare ad operare.
Quello che pensavo fosse quasi una visita di “cortesia” ad un paese, giusto per poter dire “ci sono stato”, si è tramutata in una bella ed istruttiva esperienza, non mi sarei mai aspettato, in un viaggio come questo, di visitare un laboratorio di organi da “chiesa” e vederli dall’interno, come sono fatti e curati, io passo ore a guardare su sky documentari su come si costruisce qualsiasi cosa, bello no, meravaviglioso.
Dopo aver conosciuto Michele e una parte della sua famiglia che lavora con lui, e ringraziando per l’accoglienza e le precise nozioni che mi ha regalato, in un mondo per me sconosciuto, saluto e mi rimetto in viaggio, dietro suo consiglio, anche lui appassionato motociclista, vado a vedere i laghi di Monticchio, sono laghi di origine vulcanica, lo si evince dalla forma tondeggiante, e dal colore, di un blu profondo. Essendo un vecchio vulcano ovviamente la strada e come quelle che piacciono a me, la natura e rigogliosa e verde intenso.
Raggiungo Melfi, la moto a differenza dell’automobile, offre spesso spunti di discussione, ed a volte ci si sofferma a chiacchierare anche con il benzinaio che fa il pieno, ed allora ci si scambia impressioni, storie, avventure, cose belle da vedere nei dintorni, e che strade percorrere in moto, quante esperienze cosi si intrecciano in macchina? Nessuna..
Proseguo per Matera ed i suoi sassi, candidata come capitale europea per la cultura 2019 è un gioiello assolutamente da non perdere, la vista dalla piazzetta di fronte al duomo e da togliere il fiato.
Arrivo a Taranto sono a fine giornata, costeggio il porto, molto bello, lo so sono ripetitivo, gli aggettivi si esauriscono, sono sempre quelli, ma che colpa ne ho io se vedo ed ho visto posti belli?
Finalmente arrivo a Lizzano dove trovo Chiara ad attendermi, lei è la scusa per cui ho iniziato il viaggio, unendo il “dilettevole al dilettevole” in aereo ci avrei messo un’ora, ma che divertimento c’era? Beh, l'avessi guidato io l’aereo, allora si che mi sarei divertito, avrei fatto vomitare tutti facendo pieghe in aria, ma mi divertivo.
Domani 25 aprile non viaggerò, troppo caos, sarei sempre in coda, faccio pausa e mi riposo ospite di Chiara, Luca e la sua famiglia.